laurareborndollsblog

Articoli, Opinioni, News sull'arte del Reborning by Laura Cosentino


Lascia un commento

INTERVISTA ESCLUSIVA A METRO NEWS IL FREE PRESS IN DISTRIBUZIONE SULLE LINEE METRO DI ROMA E MILANO

Laura Cosentino Reborn Master Artist Foto Intervista

di Valeria Bobbi

LAURA COSENTINO: «Altro che giocattoli, le mie sono creazioni artistiche»
Considera il proprio lavoro una vera forma d’arte, tanto che le sue bambole non si possono ordinare né comprare normalmente. Si chiama Laura Cosentino, ha 35 anni ed è di Catania: è lei la più famosa creatrice di reborn dolls in Italia. Bambole che possono essere acquistate solo tramite asta on line.

Perché ha iniziato a creare le reborn?
Premetto che fin da piccola  ho sempre avuto la passione per le bambole, il disegno, la pittura e l’arte in generale. Poi 8 anni fa, quando c’erano ancora pochissime informazioni e  i materiali erano scarsissimi, mi sono documentata sul web e sono entrata in contatto con le mie colleghe americane. Negli anni ho studiato e affinato le tecniche, sempre da autodidatta.

Quanto impiega per creare una bambola?
Per ognuna delle mie reborn impiego un mese di lavoro, otto ore al giorno.  Utilizzo i migliori materiali. Basti pensare  che solo per i capelli, fili di lana che faccio arrivare dall’Inghilterra,    devo inserirli nella testa uno per uno con un ago finissimo.

Cosa pensa dei gruppi di Facebook di persone fissate con le reborn?
Guardi, da tanti anni che lavoro con le mie bambole, non mi è mai capitato di avere a che fare con gente che le compra come surrigato dei figli o che va in giro spacciandole per bambini veri. Le mie clienti sono per lo più collezioniste. Per quanto riguarda i video di youtube, poi,  si tratta solo di giochi di ruolo che hanno lo scopo di ottenere quanti più utenti possibile per guadagnare con la pubblicità. Le mie sono bambole che suscitano solo tanta tenerezza.

Qualche richiesta strana?
Due in realtà; una signora americana che voleva due reborn con la faccia dei suoi gemelli morti da piccoli. E una casa di riposo brasiliana che chiedeva delle bambole per la doll terapy con i malati di Alzheimer. Entrambe le richieste non sono state da me accolte, perché io vendo le bambole solo con le aste on line.

Laura Cosentino Reborn Artist - Metro News

Annunci


Lascia un commento

LA MIA INTERVISTA ESCLUSIVA AL QUOTIDIANO “LA SICILIA”

Le reborn dolls di Laura, la catanese che realizza bambole identiche ai bimbi veri

Laura Cosentino Reborn Master Artist Foto Intervista

Amore, passione e talento, così l’artista siciliana è arrivata ai massimi livelli mondiali di questo fenomeno nato negli Usa nei primi anni ’90

di Maria Ausilia Boemi

Due mani che raccontano sogni a bambine cresciute che, pur diventate donne, nel loro cuore riescono a conservare un angolo di fiaba: la catanese (per la precisione, di Misterbianco) Laura Cosentino, 35 anni, con le sue bambole iper-realistiche è una “reborn artist” ad altissimi livelli mondiali, punto di riferimento di questa arte in Italia.
Una laurea in Scienze della comunicazione (quindi in tutt’altro campo, anche se queste competenze, che condivide con il fidanzato, le servono per curare con lui l’aspetto fondamentale del marketing), Laura realizza bambole in tutto e per tutto simili a bambini veri: «Quest’arte – spiega – prende il nome di reborning dolls e nasce negli Usa nei primissimi anni ’90. In Italia si conosceva pochissimo e, quando l’ho scoperta per caso, era anche difficile reperire i materiali. Grazie ai forum americani, ho iniziato a documentarmi e ho così imparato le primissime tecniche di base che ho poi affinato in maniera personale, diventando oggi un punto di riferimento nel panorama italiano in questo ambito».
Al punto tale che Laura Cosentino è stata invitata a fare parte dell’associazione internazionale di “Reborn dolls” e riceve continue richieste per la realizzazione di una scuola che possa fornire i rudimenti alle tante persone che vogliono avvicinarsi a questa forma d’arte.

Un’artista di reborning ha inizialmente in mano una forma informe, chiamata kit, realizzata in un vinile pregiato soft molto costoso su progetti delle migliori scultrici di reborning (e Laura ha realizzato i prototipi di una delle più grandi artiste al mondo: la canadese Laura Eagles): «Questi kit sono un po’ come la tela bianca per un pittore: sono una base incolore su cui bisogna lavorare da zero costruendo la pelle, le vene, dando profondità e portando in un certo senso in vita la bambola. Si realizzano più di 60 strati di colore e ogni passata di colore necessita di un’infornata. Anche i capelli, realizzati in mohair d’angora, vengono inseriti uno per uno con un ago molto fine, con una tecnica che si chiama rooting, che da me è stata particolarmente affinata al fine di realizzare una testolina il più simile possibile a quella di un bambino. Già solo quest’ultima è una lavorazione che richiede tantissime ore». Gli occhi sono in vetro, prodotti a mano da un’azienda tedesca: «Si acquistano in base alla misura e si devono inserire e incollare». Ogni bambola è diversa dalle altre: «È unica, ha un certificato registrato e numerato. Più la bambola è realistica nei minimi dettagli, diventando così un’opera d’arte a tutti gli effetti, e più l’artista è brava».

Un lavoro certosino e capillare: la realizzazione di ogni bambola, lavorandoci dalle 6 alle 8 ore al giorno, necessita di un mese di tempo. «Occorre lavorare tante ore e ci vuole molta pazienza, ma anche passione. Senza amore e passione non si può arrivare a realizzare un prodotto di qualità, una vera e propria opera d’arte».

Laura ha cominciato a realizzare reborn dolls da 8 anni, anche se le sperimentazioni sono iniziate prima: «Per caso ho sentito parlare di quest’arte da una mia amica e, siccome sono una persona molto curiosa e vengo da una famiglia di artisti (io stessa per hobby ho lavorato negli anni diversi materiali), mi sono appassionata e ho iniziato a cercare di capire di cosa si trattasse, anche se le notizie in Italia erano pochissime. Ho cominciato a partecipare ai forum americani dai quali ho ricavato le prime informazioni, a reperire i materiali e a fare prove e sperimentazioni. Sono migliorata sempre di più, affinando tecniche mie personali e sono arrivata a grandi livelli, tanto da essere invitata a fare parte di Iiora (International Institute of Reborn Art) che raggruppa, solo per invito, le migliori scultrici e artiste in tutto il mondo, circa una sessantina in totale. In Italia oggi siamo non più di 2-3, e in Sicilia sono l’unica». Laura, che nel suo palmarès vanta diversi premi nazionali e all’estero (tra cui uno sulla pittura e uno sul rooting), è anche l’unica ad avere fatto una mostra in Italia alla Biblioteca Ursino Recupero di Catania che, in 15 giorni, ha totalizzato 8.000 presenze. E dal 10 al 12 novembre ripeterà l’esperienza a Misterbianco.

Non c’è una scuola per imparare questa arte, «più che altro sono un’autodidatta, anche se ho avuto l’aiuto dei forum delle americane. Eppure quest’arte si sta diffondendo in tutto il mondo e anche in Italia: le persone sono molto interessate a conoscerla. Ovviamente, come per tutte le forme d’arte, ci sono gli amatori e poi ci sono le professioniste». Il che sta provocando il fenomeno della realizzazione di bambole scadenti che possono portare ad acquisti incauti: «A tal proposito, voglio fondare un’associazione per cercare di regolamentare e proteggere quest’arte».

Laura vende esclusivamente attraverso aste su eBay: «Le mie acquirenti sono soprattutto all’estero, perché gli italiani arrivano fino a un certo punto nei rialzi dell’asta, mentre le straniere mi offrono tantissimo, adorano le mie bambole, amano il made in Italy e quindi si affidano a me. Tra l’altro, io curo moltissimo anche gli outfit, utilizzando indumenti cuciti e realizzati apposta per le bambole: si tratta quindi non solo modelli unici, ma anche realizzati con stoffe e pizzi molto pregiati, 100% italiani. E questo è molto amato all’estero. Acquirenti in Sicilia non ne ho: devo dire che anche nella nostra Isola mi chiedono le mie bambole, nell’asta ci provano, ma poi si fermano perché i prezzi salgono molto ed è difficile arrivarci. Molti, infatti, mi dicono che avere una mia bambola è un sogno. Principalmente vendo quindi all’estero e gli acquirenti sono tutte donne facoltose, acculturate, già collezioniste di bambole di porcellana, oppure mariti che vogliono fare loro un regalo. La bambola, d’altronde, è stata sempre l’oggetto più collezionato nella storia, sin dal ’400 in Italia esiste la bambola di lusso e oggi questa forma di collezionismo si sta spostando dalla bambola di porcellana alla “reborn doll”. Non si tratta di giocattoli, sono fatte a mano, c’è tanto lavoro dietro e quindi bisogna trattarle come gioielli». E, guardando i prezzi che variano dai mille ai cinquemila euro, in effetti il paragone calza perfettamente. Tanto che, da semplice hobby, le “reborn dolls” per Laura sono diventate un lavoro: «Voglio creare un marchio di lusso per vendere online, sarei la prima al mondo a farlo. Mi piacerebbe poi anche insegnare ai ragazzi che si avvicinano a quest’arte che si sta diffondendo. E poi aprire una bottega o uno show room – il mio sogno sarebbe a Taormina – dove vendere alcune delle mie bambole a prezzo pieno».

Quattro gli ingredienti irrinunciabili per intraprendere questa professione, qualità che non tutti possiedono: «Principalmente tanta passione, amore e pazienza, da affiancare però sempre al talento, senza il quale non si può arrivare a standard alti». Lo spazio c’è, e anzi Laura spera «di insegnare ai giovani quest’arte. Io consiglio ai giovani creativi siciliani di avvicinarcisi, perché è un’attività bellissima, dà grandissime soddisfazioni dal punto di vista economico e può veramente diventare un lavoro. Basti pensare che il mestiere di bambolaio esiste da tantissimi anni, anche se il reborning è un nuovo mestiere che, secondo me, crescerà moltissimo anche in Italia, come ha già fatto in America dove frutta già ben 30 milioni di dollari all’anno».

In Laura è molto forte l’orgoglio di essere siciliana: «Faccio sempre pubblicità alla mia terra. In America, dove sono famosa e le mie bambole sono molto amate, sanno benissimo che sono siciliana. Per me portare avanti la Sicilia nel mondo viene prima di tutto».

Neanche secondo, forse, all’amore per le sue bambole, le sue creature per le quali Laura prova «un’emozione molto bella: man mano che lavoro esprimo tutta me stessa, è come quando un pittore dipinge un quadro e si lascia trasportare dall’ispirazione. Io mi lascio andare, non uso sempre gli stessi colori o le stesse tecniche, cerco di sperimentare sempre cose nuove e questo mi fa sentire libera. Anche per questo non voglio lavorare su commissione: preferisco realizzare una bambola bene, dedicandomici al 100%, ma sapendo di avere creato un’opera meravigliosa. E la cosa bella di quest’arte è che non sai mai dove vai a finire. Soltanto alla fine, quando assembli la bambola, capisci e dici: “È bellissima, è proprio come la volevo”».

Qualcuna di queste bambole – che più piacciono a Laura – rimarrà per sempre con la sua “mamma”, quasi come un “figlio” o una “figlia” immuni dai segni del tempo: «La cosa particolare è che ogni volta che ne faccio una nuova, mi viene sempre più bella. Questa è la cosa che mi piace di più, perché noto una continua crescita. Io sono positiva. Se ci si crede e ci si impegna, i sogni si possono avverare e gli obiettivi si possono raggiungere».

COPYRIGHT LASICILIA.IT

La Sicilia 1

La Sicilia 2


Lascia un commento

I MIEI INTERVENTI SU DONNA MODERNA E GENTE (ANCHE IN COPERTINA)

Dopo il mio intervento su “Donna Moderna” della scorsa settimana, oggi è uscito quello su “Gente” (in cui appaio anche in copertina).
I miei interventi sono sempre mirati ad aspetti tecnico-artistici, di competenza e di conoscenza del mercato. Soprattutto sono volti a promuovere il Reborning per quello che è, e per quello per cui l’ho sempre considerato, una forma d’arte, seppur ospitati in un contesto giornalistico dal tema più ampio.
Ringrazio Isabella Colombo, collaboratrice di Donna Moderna, e Stefano Nazzi, caporedattore di Gente, che hanno riportato fedelmente ciò che io ho dichiarato.

Laura Cosentino

GENTE 1 Laura Cosentino

GENTE 2 Laura Cosentino

Donna Moderna 1 Laura Cosentino


Lascia un commento

BAMBOLE REBORN IN ARTE, PERSONALE DI REBORN DOLLS DI LAURA COSENTINO. Intervista esclusiva con l’organizzatrice e protagonista dell’evento

Laura Cosentino Bambole Reborn in ArteLocandina Ufficiale Bambole Reborn in Arte

Fonte: https://bibliotecacivicaursinorecupero.wordpress.com

Incontriamo Laura subito dopo le festività pasquali, in uno dei suoi pochi momenti di relax, dopo mesi di grande impegno dedicati alla realizzazione di un grande evento. Esordisce dicendomi che – ci siamo quasi, la meta è vicina, anche se adesso arriva il momento più importante, l’allestimento e la mostra.

L’interlocutrice che abbiamo davanti è Laura Cosentino, una delle più brave ed importanti reborn artist italiane ed internazionali che a maggio, dal 6 al 20, terrà la sua prima mostra personale di Reborn Dolls (bambole reborn) in un luogo prestigiosissimo come le Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero di Catania.

Si tratta di una mostra unica nel suo genere, la prima in assoluto nel nostro paese che l’artista ha voluto partisse proprio dalla città etnea.

Laura prima di incontrarla mi sono documentato, ho scoperto che lei è davvero una “top artist” nel suo campo, una delle più brave e famose reborner italiane.

Subito una domanda bella tosta! E poi comunque non sta a me dirlo. Sono una persona che ama creare, sperimentare, nessuno mi ha mai regalato nulla, sicuramente do tutta me stessa in quello che faccio e nelle opere che creo.

I risultati però parlano per lei

Faccio parte di Istituzioni internazionali importanti nel campo del reborning, ho ricevuto molti riconoscimenti, ho avuto la fortuna di realizzare prototipi di una scultrice importante. Ma tutto questo per me non è mai stato un punto di arrivo, ma piuttosto uno sprone a dare sempre di più.

Domanda secca: cosa sono per lei le bambole reborn?

Le reborn dolls per me sono arte pura e passione. Nell’istante in cui creo sto bene, mi estraneo dal mondo, dai problemi del quotidiano. In quelle ore “rimango” da sola, io e la mia arte.

Da dove nasce l’idea di una prima Mostra in Italia di reborn dolls?

Nel mondo l’arte del reborning, cioè la tecnica di realizzazione di una reborn doll, si è sempre più diffusa. È una forma d’arte nata negli Usa, tra la fine degli anni 80 e gli inizi degli anni 90. Proprio negli Stati Uniti, ed in parte anche in Gran Bretagna, esistono Doll Show importanti, in cui oltre all’esposizione di queste opere, con relative visite degli appassionati, si tengono corsi, incontri, contest in cui molte artiste si scambiano idee, progetti ecc. In Italia, invece, ancora non c’è mai stato nulla di tutto ciò e quindi realizzare una prima mostra, per giunta in un luogo così importante come le Biblioteche Riunite di Catania, è un modo di far conoscere quello che sono le bambole reborn, ovvero opere d’arte. Poi l’idea vera e propria nasce da situazioni fortunate e favorevoli.

Quali?

La fortuna di aver conosciuto qualche anno fa una persona eccezionale come poche, la dott.ssa Rita Carbonaro, direttrice delle Biblioteche Riunite di Catania. Una persona di grande cultura con una passione smisurata verso i libri ed il lavoro che svolge. L’ho vista dare tutto per la Biblioteca, spendendosi sempre in prima persona e mettendoci sempre la faccia. Ha sempre creduto in me e nella mia arte. Se la prima mostra di bambole reborn parte da Catania è anche merito suo.

Una domanda un po’ più tecnica, come “nasce” una Reborn Doll?

Non posso certo svelarle i trucchi del mestiere! Scherzo! Si parte da un kit in vinile scolpito da una reborn sculptor e commercializzato da aziende del settore, per lo più statunitensi. Il processo realizzativo richiede talento, creatività, passione, pazienza. Ci vuole circa un mese per creare un’opera del genere. Le varie parti del kit vanno dipinte con colori appositi che richiedono cottura in forno e poi c’è tutto un lavoro successivo molto tecnico e ricco di dettagli. Il tutto si completa con il rooting, cioè la tecnica d’inserimento dei capelli mohair. Il fine di una reborn artist è quello di rendere un’opera più simile possibile ad un neonato vero, quello di creare stupore a chi osserva l’opera.

Ma appunto a quale scopo? Perché una bambola debba assomigliare fisicamente ad un bambino vero?

Le bambole in generale hanno sempre avuto questo fine. In passato raffiguravano donne in età adulta, poi si è passati alla rappresentazione di bambini attraverso le bambole. La Barbie, la bambola più conosciuta e commercializzata degli ultimi 50 anni, è stata realizzata ad esempio in tutti i modelli possibili, imitando fisicamente e non solo la classica teenager americana. Così come tutte le bambole da gioco presenti sul mercato. Le bambole reborn sono bambole particolari da collezione e seguono il filone dell’iperrealismo, movimento artistico che nasce in America tra la fine degli anni 60 e 70. Come in tutte le opere iperrealistiche esaltano i tratti reali, in questo caso di una figura umana. Per come la intendo io però una bambola reborn ha anche un altro significato ben preciso.

Quale?

Catturare e celebrare un attimo, ovvero la fase più bella del genere umano, i primi mesi ed anni di vita. Ne esistono infatti con occhi aperti, chiusi, dormienti, con un’espressione rispetto ad un’altra, serena o gaudente. Queste opere sono dunque “attimi di vita” di un neonato immortalati attraverso una bambola. Un po’ come avviene con una foto o un ritratto artistico. Un merito fondamentale lo si deve dare ad una reborn sculptor che ne crea appunto le forme e le fattezze fisiche, ma poi la reborn artist deve essere brava ad esaltare l’idea e l’attimo che la scultrice voleva proporre, dare vita nel miglior modo possibile a quell’idea mettendoci assolutamente del suo attraverso la sua bravura e creatività.

Qual è la differenza tra una brava reborn artist ed una meno brava.

Non mi piace etichettare o fare classifiche, non è nel mio stile. Per me conta il cuore e la passione in ciò che si fa. Certo ognuno poi raggiunge certi risultati rispetto ad altri, ma in tutti i campi della vita è così, l’importante è credere in quello che si sta facendo.

Insisto Laura, mi serve un parametro di distinzione.

Mettiamola così, se guardando una di queste opere per la prima volta, ad impatto, nel giro di qualche secondo non si riesce a capire che è una bambola, ma la si scambia per un neonato, stia sicuro che quell’opera è stata realizzata da una vera artista.

Ci racconti qualche aneddoto curioso.

Non ne ho uno in particolare. Ad esempio mi è capitato di ricevere la telefonata di un marito che per i 25 anni di matrimonio voleva regalare alla moglie, per farle una sorpresa, una mia opera. Oppure mi è successo di ricevere la chiamata di un papà che ha voluto che parlassi assolutamente con la figlia di sei anni che mi ha inondato di domande, che tenerezza in quei momenti.

Abbiamo parlato di scopi, a tal proposito qual è il fine della sua Mostra?

Il fine è prettamente divulgativo, ovvero quello di far conoscere queste opere ad una più ampia fetta di opinione pubblica del nostro paese, nella fattispecie della mia regione, ancora oggi poco conosciute.

A proposito di questo, chi colleziona oggi bambole reborn?

Ci sono varie fasce di collezioniste. Diciamo che le più esperte e facoltose cercano sempre opere uniche ed esclusive, realizzate da kit a numero limitato, create da scultrici e artiste famose e dal vestiario sempre più ricercato, disegnato e realizzato a mano e appositamente per quella bambola. Per loro una bambola reborn è un’opera d’arte e ne riconoscono anche  il valore. Mi permetta di aggiungere una cosa.

Prego 

Molti mi hanno sempre chiesto se, trattandosi di bambole, sono adatte al gioco. Ebbene no, almeno le opere di un certo livello non sono adatte al gioco. Sconsiglio sempre una reborn doll a chi la vorrebbe per la propria bambina. Il motivo è presto detto, sono opere assolutamente da collezione ed esposizione. Poiché realizzati artigianalmente, con particolari colori ad olio, sono molto delicate strutturalmente e se non maneggiate con cura e cautela andrebbero incontro ad un deterioramento certo. Al contrario, tenute in un certo modo hanno una durata illimitata.

Secondo lei come evolverà il reborning, essendo un’arte relativamente giovane?

Come evolverà non lo so, spero si diffonderà e si affermerà sempre più. Il mio sogno è quello di vederlo un giorno divenire una materia d’insegnamento negli Istituti d’arte o magari veder nascere la prima Accademia di Reborning, chissà magari in Italia.

Perché dovremmo visitare la sua mostra?

Perché è un’occasione unica che un’appassionata, o anche una semplice persona curiosa, che ami l’arte e non solo, non può farsi sfuggire.

La classica ultima domanda: progetti per il futuro?

Non mi va di andare troppo in là con i progetti, mi piace assaporare e vivere i momenti che il presente ed il futuro mi riservano. I prossimi impegni imminenti sono la mostra ed un altro prototipo che realizzerò per fine maggio.

Grazie per l’intervista ed in bocca al lupo.

Grazie a lei.

D. C. (ha collaborato Biblioteche Riunite di Catania)


La Mostra “Bambole Reborn in Arte” promossa dalle Biblioteche Riunite “Civica e Ursino Recupero” di Catania si terrà dal 6 al 20 maggio 2017 e sarà visitabile da lunedi al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 ed il sabato dalle ore 9.00 alle ore 11.30. L’inaugurazione si terrà sabato 6 maggio 2017 alle ore 10.00.

Mostra e organizzazione a cura di: Rita Angelo Carbonaro
Progetto, realizzazione e allestimento: Laura Cosentino e Carmelo Calanni

Per info e contatti

Sito: www.lauracosentinodollshow.it
Infoline: +39 3208443600 (ore 09:00 – 18:00)
Email: info@lauracosentinodollshow.it